Realizzare foto di still life commerciale e di catalogo

Per chi volesse approfondire l'argomento segnalo il mio libro sulla fotografia di still life pubblicitario che potrete scaricare dal sito della collana Pillolibri di Davide Vasta (adobe guru).

Il mondo della professione fotografica è in rapida evoluzione, la produzione di immagini non è più solo una peculiarità del fotografo professionista, e inoltre le specializzazioni si stanno mischiando. Capita spesso che fotgrafi specializzati in foto matrimoniale o di ritratto si cimentino anche in foto pubblicitaria e di catalogo o viceversa. Difficilmente si troverà un professionista specializzato in un solo settore. La postproduzione ha poi creato una ulteriore specializzazione nell'elaborare le immagini fotografiche sia per corregere difetti sia a livello creativo.

 

La fotografia di catalogo è ormai da tempo un settore in crisi. Infatti per ridurre i costi di produzione dei cataloghi già da molti anni le aziende e le agenzie grafiche tendono a risparmiare proprio sulla realizzazione delle immagini. I fotografi specializzati in questo settore hanno visto il loro volume di affari ridursi sempre più fino a sparire del tutto. Le agenzie e i clienti stessi hanno iniziato a produrre in proprio le immagini di cui avevano bisogno per i cataloghi.

 

Se con la tecnica analogica la produzione d'immagini era ancora difficile e spesso portava a risultati scadenti, con la fotografia digitale le possibilità di postproduzione hanno consentito di ottenere risultati migliori. Comunque nonostante l'evolversi delle capacità delle macchine fotografiche digitali, che semplificano molto il lavoro del fotografo, sono ancora molte le immagini scadenti.

Infatti molti si arrangiano a scattare come capita con le proprie macchine digitali senza un metodo ben preciso, ottenendo risultati incontrollabili, di solito scadenti, che richiedono una lunga postproduzione. Invece con un poco di attenzione e con un giusto investimento di tempo e denaro si potrebbero ottenere facilmente foto professionali.

Le foto di catalogo devono rispondere alle esigenze di comunicazione dei nostri clienti, infatti le immagini vengono usate per promuovere un messaggio, per rendere visibile un prodotto o un servizio, non solo a scopo puramente estetico. 

Le attrezzature

La fotgrafia digitale di catalogo ha bisogno di un investimento iniziale non eccessivo, poi a seconda delle esigenze del fotografo si potrà incrementare l'investimento. Sicuramente oltre all'acquisto del materiale fotografico per lo scatto, macchina DSLR e obiettivi, ci sarà bisogno di tutta una serie di accessori e luci artificiali per allestire lo studio fotografico.

Consiglio l'acquisto di una buona Reflex digitale di fascia semiprofessionale con sensore in formato ridotto DX o APS-C da 12 o 14 Mpx, corredata di un'ottica zoom 17-80 mm e un obiettivo normale 35 o 50mm. Nel parco ottiche potrebbe essere utile anche un obiettivo macro da 60 o 100 mm. Canon, Nikon, Sony e Pentax forniscono delle ottime macchine DSLR ad un buon prezzo, alcuni esempi: Nikon D300s, D700, D90, Canon 7D, 50D, 500D, Sony Alfa 700, 350, 380, Pentax K7, K20D

Comunque volendo risparmiare, si possono anche prendere in considerazione le macchine compatte, se ne trovano di ottima qualità. Bisognerà scegliere però quelle che consentono di scattare in Raw e di gestire l'esposizione in manuale.

Le macchine con sensore a pieno formato sono più performanti e più costose e bisognerà comprendere se vale la pena investire così tanto, ma sicuramente il loro acquisto sarà sempre un'ottimo investimento. Le varie Nikon D3, D3X, Canon 5D, 5D mark II, 1Ds Mark III, e Sony Alfa 900, 850 sono con la loro elevata risoluzione, in alcuni casi superiore ai 20 mpx, un'ottima soluzione per qualsiasi tipo di fotografia di catalogo.

I dorsi digitali e le macchine medio formato sono il meglio che si possa chiedere per la fotografia di catalogo ma effettivamente il loro costo è spesso proibitivo e non sempre la loro comodità operativa è pari a quella delle DSLR di piccolo formato. La Mamiya Phase one 645DF, l'Hasselblad h3D-II, H4D-60, H4D-50, La Leica S2 sono dei veri e propri mostri di tecnologia, le loro risoluzioni sono eccezzionali partono da 31 mpx fino a 50 o 60 mpx, il loro costo è impressionante, valgono quanto una macchina sportiva. 

Comunque volendo provare la qualità superiore del medio formato un dorso Hasselblad, Phase One, Leaf, Sinar magari multi shot con la possibilità di effettuare più scatti per eliminare la demosaicizzazione o aumentare la risoluzione, è sicuramente una scelta ottima e dopotutto non proibitiva se ci si rivolge al mercato dell'usato. 

Sono indispensabili un treppiedi che consenta di mantenere ferma l'inquadratura della macchina fotografica e un tavolo da still life.

Luce artificiale

Per motivi di praticità in studio si preferisce usare la luce artificiale che offre la possibilità di standardizzare il processo di scatto delle immagini. Questo ci consente di ottenere risultati di qualità costante e prevedibile in poco tempo.

Sul mercato si trovano diversi tipi di luce artificiale studiati per la fotografia:

1.     Luci a incandescenza, sono le lampade al tungsteno, emettono una luce continua che ha la temperatura cromatica di 3200K. La loro potenza non è molto elevata, producono molto calore e richiedono un notevole dispendio di energia elettrica, per lavorare in studio bisognerà avere lampade di una potenza di almeno 500W. Sono in commercio vari tipi di luci a incandescenza, di solito usate per le produzioni video, a seconda della marca e del modello hanno sistemi di raffreddamento e possono essere equipaggiate con degli accessori per modulare la luce. Sono un'economica e pratica alternativa alle luci flash, la loro potenza luminosa, seppur bassa, è sufficiente per scattare con una macchina digitale, la loro temperatura colore consente un ottimo bilanciamento del bianco e riproduzione dei colori. Inoltre l'esposizione come per tutte le luci continue è possibile usando l'esposimetro e gli automatismi della fotocamera.

 

Luci flash da studio. La lampada flash ha di solito la forma a ferro di cavallo, al suo centro si trova una lampada alogena usata solo per prevedere l'effetto delle luci, alla torcia si possono aggiungere numerosi accessori per modellare il fascio luminoso. I flash illustrati hanno la parabola standard per una luce abbastanza diretta. 

2.     Luci flash, lampeggiatori da studio, sono delle lampade che emettono dei rapidi lampi luminosi con cui si effettuano le esposizioni. I flash monotorcia hanno il condensatore e la lampada in un solo blocco, la loro potenza si misura in wat/secondo e varia da 250 a 1500 W. Di solito hanno una lampada a incandescenza di bassa potenza, chiamata lampada pilota, per agevolare la messa a fuoco e permettere la visualizzazione dell'effetto delle luci. I flash dispongono di una vastissima gamma di accessori per modellare il fascio luminoso, ciò rende possibile qualsiasi tecnica di illuminazione in studio.

I flash da studio hanno la possibilità di essere accessoriati con numerosi tipi di parabole e riflettori per modellare il fascio luminoso

La temperatura cromatica è di 5500K, la loro luce è costante e consente un'ottima riproduzione dei colori. L'uso dei lampeggiatori risulta più complicato della luce continua, il fotografo deve determinare manualmente l'esposizione con un apposito esposimetro flash esterno e non può usare gli automatismi d'esposizione della fotocamera. Un kit di due o tre flash da 500 W ognuno, più un soft box e alcune parabole, è l'ideale per la foto di catalogo. L'unico limite è il prezzo elevato, che comunque nel tempo si è di molto abbassato rendendo queste luci abbordabili per chiunque.

 

Il Soft box è un accessorio molto utile viene utilizzato per diffondere la luce e produrre ombre morbide.

3.     Flash portatili a batterie, la tecnologia digitale consente oggi l'utilizzo proficuo anche dei lampeggiatori dedicati delle reflex. Possono utilizzare diversi accessori per modellare la luce e hanno il vantaggio di essere comandati con sistemi wireless che consentono l'esposizione automatica senza cavi. Il fotografo non deve misurare nessun parametro sarà l'automatismo TTL flash della fotocamera a sistemare esposizione e bilanciamento del bianco. Sono abbastanza economici e l'unico neo che ne limita l'utilizzo in studio è la loro scarsa potenza, ma con i sensori digitali questo difetto è meno evidente.

 

 Questo schema con quattro luci consente di illuminare una grande gabbia di luce, adeguata per fotografare oggetti di grandi dimensioni. In questi casi è comunque preferibile utilizzare dei grossi softbox che consentono una maggiore omogeneità della luce.

4.     Le luci fluorescenti, sono tubi, di solito lunghi e di varie forme, contenenti gas e sostanze fluorescenti che al passaggio di corrente elettrica, producono una luce continua fredda, che ha una temperatura cromatica di 5400K o 5000K. La loro potenza non è elevata ma il loro consumo energetico è veramente minimo e producono poco calore. Alcuni modelli possono dare una luce assai morbida, altri hanno la possibilità di modellare il fascio luminoso grazie agli accessori. Le luci fluorescenti, pur non essendo versatili come i lampeggiatori, sono assai valide per i lavori in studio e consentono con una spesa non eccessiva di allestire una sala posa. Conviene prendere lampade di almeno 500w di potenza.

 

Le luci fluorescenti sono molto indicate per la fotografia, ve ne sono di diversi tipi, sia a forma di softbox per ottenere una luce morbida, sia a forma di spirale con possibilità di aggiungere parabole e altri accessori per ottenere una luce concentrata.

5.     Luci a led, sono luci continue, producono poco calore e consumano poca energia, ma producono ancora poca potenza luminosa. Sono disponibili già alcuni tipi di lampade a led appositamente progettati, per la fotografia, forniscono una luce diffusa e intensa utile per foto di catalogo di oggetti di piccole dimensioni. Hanno di solito una temperatura colore che varia dai 4400K ai 5500K e consentono un'ottima riproduzione dei colori. Sono abbastanza economiche.

Comunque la tecnologia digitale grazie alla capacità dei sensori di ottenere buone immagini con poca luce, usando iso elevati, e grazie alla possibilità di regolare il bilanciamento del bianco, consente di usare anche luci artificiali non appositamente progettate per la fotografia.

Sicuramente si possono utilizzate tutte le lampade ad incandescenza anche se hanno una temperatura un poco troppo calda, 2700-3000 K, e sono poco luminose.

Il tavolo da still life e il fondo

La scelta del tipo di fondo su cui appoggiare gli oggetti è di fondamentale importanza, spesso determina la buona riuscita di una foto. Sono da preferire i fondali di colore chiaro che oltre a facilitare la leggibilità del soggetto rendono anche agevoli gli interventi di scontorno digitale.

Il fondale bianco è adatto a quasi tutte le situazioni, si può ottenere facilmente con un cartoncino bianco o con un fondale di stoffa. Per evitare che il soggetto proietti fastidiose ombre sul fondo possiamo ottenere un fondale bianco da una lastra di Pvc opalino illuminata da dietro, oppure da un tavolo luminoso, le ombre saranno così schiarite dalla luce bianca del fondo.

 

 Tavolo da still life con base di Pvc opalino ripiegabile in alto per costituire un fondo continuo dietro al soggetto.

Possiamo tranquillamente acquistare un tavolo da still life per usi fotografici, esso è già munito del pannello di Pvc e ha la possibilità di piegarlo in alto per costruire un fondo continuo.

Infatti possibilmente il fondale deve essere continuo, non deve presentare nessuno stacco visibile tra il primo piano e il fondo dell'inquadratura. Per ottenere un fondale continuo basta semplicemente incurvare il fondale, quale esso sia, verso l'alto dietro al soggetto. Se il fondale è sufficientemente distante dal soggetto potremo sistemare una luce colorata che illumini solo il fondo dell'immagine creando una zona di colore differente. Inoltre si possono usare i cartoncini colorati con sfumature di colore dal bianco al colore intenso, essi possono dare l'illusione della profondità del fondale simulando il variare della chiarezza del colore di fondo. Anche il fondo nero può essere utile, infatti concentra l'attenzione dell'osservatore sul soggetto, ne mette in risalto i colori e ne facilita lo scontorno, bisogna però far attenzione a non usare schemi d'illuminazione troppo contrastati che rendono scuri i bordi dell'oggetto facendoli sparire nel fondale. Per costruire un fondale nero che assorba veramente la luce si possono utilizzare delle stoffe di velluto oppure dei fogli adesivi di moquette nera che grazie alla loro trama di superficie garantiscono il giusto assorbimento della luce e minimizzano le ombre. Sono invece sconsigliabili i cartoncini neri che hanno una superficie che non garantisce un sufficiente assorbimento della luce e può addirittura generare fastidiosi riflessi.

Per i soggetti di grandi dimensioni si possono usare i fondali fotografici di stoffa di sei metri per tre, sistemandoli su un'apposita asta telescopica retta da due stativi per le luci. Sconsiglio l'uso dei fondali di cartone che sono ingombranti e tendono a rovinarsi facilmente, macchiandosi e increspandosi dopo l'uso.

Come fotografare varie tipologie di prodotti industriali e materiali riflettenti.

L'effetto creato dalle luci artificiali deve assomigliare il più possibile alla percezione che noi abbiamo della luce naturale. IL sole proietta ombre singole in una sola direzione e quindi anche nelle foto in studio, per ottenere un effetto naturale si deve cercare di avere una sola ombra proiettata, due ombre vicine e nette vengono percepite come innaturali e non solo diventano antiestetiche, ma sono un vero e proprio elemento di disturbo. L'illuminazione del sole proviene sempre dall'alto, e proietta la sua ombra nella parte inferiore del soggetto, quindi un'illuminazione alta, laterale, a 45° dall'asse verticale del soggetto, verrà sempre percepita dall'occhio come naturale.

 

 La foto è stata realizzata con due soli punti luce. Un faro spot illumina lo sfondo, mentre l'illuminazione principale è fornita da un pannello di colore dorato che riflette la luce proveniente da una torcia posta dietro al cappello.

La fotografia di catalogo deve descrivere bene l'oggetto fotografato, è quindi importante avere un'illuminazione omogenea che non lasci alcune parti del soggetto troppo scure o troppo chiare. Decisa la fonte di luce principale le altre ombre devono essere eliminate o rese impercettibili e morbide, come quelle prodotte d'estate dalla luce riflessa dal cielo, nelle zone d'ombra piena.

La luce diretta delle parabole è sempre da evitare infatti produce ombre troppo nette, è sempre meglio diffondere il fascio luminoso con teli diffusori o soft box. Comunque per piccoli oggetti si può ottenere un'ottima illuminazione anche con una sola fonte di luce e un pannello di schiarita che ne riflette la luce nelle zone d'ombra del soggetto.

Per mantenere un effetto naturale e avere una buona saturazione dei colori e una ricchezza di dettagli si schierano tre luci: due illuminatori a luce morbida, diffusa per lo sfondo e per le schiarite, e una luce principale diretta o diffusa per produrre ombre nette.

La gabbia di Luce.

La tecnica d'illuminazione più indicata per le foto di catalogo è quella della "gabbia di luce".

 

 La gabbia di luce è l'unica tecnica che consente di illuminare efficacemente gli oggetti di materiali riflettenti. In questi tre scatti la gabbia di luce circondava interamente il soggetto e le zone d'ombra sono state create disponendo dei cartoncini neri all'interno.

Infatti descrive efficacemente il soggetto producendo un'illuminazione omogenea con ombre morbide e tenui. Inoltre consente un'ottima riproduzione dei colori e la possibilità di controllare i riflessi generati dalle superfici riflettenti.

 

 Tavolo da still life con base di Pvc opalino ripiegabile in alto per costituire un fondo continuo dietro al soggetto.

La gabbia di luce si ottiene circondando il soggetto su tutti i lati, tranne che nel lato dove guarda l'obiettivo, con stoffa traslucida, teli diffusori, carta da ingegnere, gelatine frost, e poi disponendo le luci all'esterno della gabbia. Per ottenere una luce diffusa e omogenea che descriva bene il soggetto bastano di solito due o tre luci poste ai suoi lati e sopra di esso. Per dare più tridimensionalità all'oggetto si può regolare in maniera differente la potenza delle luci, riducendo la potenza della luce di schiarita. L'esecuzione di questa tecnica, che prima era complessa e richiedeva materiali costosi, oggi è di molto semplificata. Infatti esistono in commercio gabbie di luce di stoffa traslucida, le più famose sono le Cubelite (www.cubelite.it), con strutture autoreggenti, già pronte all'uso fotografico.

 

 Gabbie di luce Cubelite già pronte e di varie misure, sono ripiegabili in apposite sacche e dotate di strutture autoreggenti, il loro montaggio è semplice e rapido.

Si possono scegliere varie dimensioni e vari tipi a seconda della grandezza e della tipologia del soggetto da fotografare, sono molto semplici da montare e consentono di ottenere ottimi risultati. Alcuni kit Cubelite vengono forniti già pronti all'uso completi del fondale bianco in Pvc, del pannello riflettente e con un set di luci flash o ad incandescenza.

 

 Gabbia di luce Cubelite (www.cubelite.it) con tavolo luminoso, è particolarmente indicata per materiali con superfici riflettenti, perchè consente un'ottimo controllo dei riflessi, come si può constatare dai due scatti effettuati.

Una gabbia di luce si può costruire anche con tre soft box di grosse dimensioni, di cui due posti frontalmente al soggetto, ai due lati della macchina fotografica, e il terzo sospeso in alto sul soggetto tramite uno stativo a giraffa. Oppure si può sistemare un soft box in alto e circondare il soggetto con pannelli di polistirolo espanso che riflettano la luce.

 

La foto è realizzata disponendo tre punti luce diffusi con soft box disposti in alto e ai due lati del soggetto, più un punto luce per il fondale di stoffa.

La tecnica della gabbia di luce si presta a fotografare tutti i tipi di soggetto ma è assolutamente indispensabile per i metalli lucenti, infatti questi oggetti si comportano come degli specchi, riflettono la luce invece di assorbirla, quindi bisogna illuminare la gabbia di luce che li circonda in modo che la riflettano sembrando illuminati. In questo caso conviene circondare interamente il soggetto e inserire la fotocamera tramite un foro nella gabbia per l'obiettivo. Per introdurre delle ombre che diano plasticità al soggetto s'inseriscono in alcuni punti dei cartoncini neri che riflessi dalla superficie metallica creano zone d'ombra.

 

 Fotografia realizzata disponendo le luci flash intorno a una gabbia di luce Cubelite. L'illuminazione è omogenea, descrive efficacemente i volumi dell'oggetto e crea riflessi gradevoli. Il fondo bianco rende lo scatto già pronto per l'utilizzo.

 

 Una luce diretta dietro al soggetto e una luce diffusa da un softbox posta sul lato opposto, hanno creato questa foto semplice ma d'effetto. Lo sfondo nero aiuta a non vedere le antiestetiche ombre prodotte dalle due luci.

Il calcolo dell'esposizione e il bilanciamento del bianco

 

Il calcolo dell'esposizione e del bilanciamento del bianco saranno facilitati dall'uso di un target di riferimento, ve ne sono tanti, di solito sono cartoncini con più campioni di colore, tra i più conosciuti il Colorchecker di X-rite. Vi sono comunque anche altri tipi di riferimento come il bianco braccialetto White-Balance Target della Babel Color e i pannelli, con il bianco e il grigio medio, ripiegabili XpoBalance di Lastolite. Basterà inserire il riferimento nel primo scatto e poi si useranno in postproduzione i riferimenti del bianco e del grigio per valutare l'esposizione e il bilanciamento del bianco. Inoltre puntando l'esposimetro della reflex, in misurazione spot, su un campione di grigio medio potremo avere la giusta esposizione.

Conclusioni

La fotografia di still life era complicata e per ottenere un risultato professionale richiedeva attrezzature, conoscenze specifiche e grossi investimenti. Oggi invece con le attrezzature disponibili si riesce ad ottenere facilmente e con poca spesa di tempo e denaro un buon prodotto che soddisfi le esigenze dei clienti. Esistono dei kit appositamente studiati per la foto di catalogo, completi di luci, gabbia di luce e accessori, con tanto di manuali d'istruzioni su come effettuare gli scatti. Essi visto il loro costo esiguo e la facilità d'uso vengono addirittura proposti ai produttori stessi per consentire di effettuare in azienda le foto dei propri prodotti.

 

Damiano

14-ott-2010 12.10

Delle informazioni veramente chiare e ben organizzate!

E' stato un piacere leggere questi argomenti molto interessanti e di grande utilità.

grazie

Alessandro MARTINISI

5-nov-2010 10.19

Grazie, molto esauriente!

Nicola

29-dic-2010 14.11

Sempre molto piacevole leggere consigli di un professionista del settore. Ti ringrazio per aver condiviso queste informazioni con tutti.complimenti per i tuoi lavori.

Www.nicolaverardo.it

Cerini Pablo

6-apr-2011 17.44

Che articolo spettacolare mi hai aperto un mondo grazie !!!

Cerini Pablo

6-apr-2011 17.48

Ti ho comprato l' e-book , grazie ancora !!!

Marina

21-nov-2011 22.10

Io ho montato un senza mia camera è una sony alpha 380 e nella presenza delle luce del studio la mia camera non scarta. Che cosa devo fare? Sarà la mancanza di un flash ausiliare nella camera? Io ho tre luce flash.

Grazie in anticipo per il aiuto.

Roberto

7-gen-2012 22.58

davvero complimenti per la precisione e le immagini